Ultimo aggiornamento
01/09/2026
Giussani, Luigi. Una rivoluzione di sé: La vita come comunione (1968-1970). A cura di Davide Prosperi. Milano: Rizzoli, 2024.
Il presente volume raccoglie le trascrizioni inedite di alcune riunioni tenute dall’Autore ai giovani del Centro culturale Charles Péguy dal 1968 al 1970. Sono qui proposte esclusivamente le lezioni da lui tenute, non compaiono infatti assemblee e discorsi svolti da altri relatori.
Come si legge nell’ampia Nota editoriale (p. XXVIII), i testi sono stati redatti a partire da trascrizioni di registrazioni. Questo metodo si è reso necessario per il fatto che Giussani ha svolto lungo il corso della sua vita un’instancabile attività educativa, è accaduto quindi che gran parte del suo pensiero si sia comunicato attraverso la ricchezza e il ritmo di un discorso orale e sia giunto a noi mediante registrazioni audio e video conservate presso l’Archivio della Fraternità di Comunione e Liberazione a Milano.
I testi raccolti nel presente volume sono stati elaborati attenendosi ai criteri formulati a suo tempo dallo stesso Giussani: fedeltà ai discorsi nella forma in cui sono stati pronunciati; rispetto della natura dei discorsi (in relazione all’occasione in cui sono stati pronunciati); minime variazioni per favorire la resa scritta di un pensiero comunicato oralmente.
Si segnala che in qualche caso le registrazioni presentavano lacune che non è stato possibile colmare con una documentazione suppletiva (p. 2).
La selezione delle registrazioni da pubblicare e la curatela dei testi è di Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione (redazione di Carmine di Martino e Onorato Grassi, coordinamento editoriale di Alberto Savorana).
Il volume, che si articola in sei capitoli, è aperto dalla prefazione di Prosperi «Aderire a Cristo, costruire la Chiesa» (pp. V-XXIV). Segue la notizia storica dal titolo Il centro culturale Charles Péguy (pp. XXV-XXVII).
Il capitolo primo, “La vita cristiana come comunione” (pp. 3-34), propone la lezione tenuta da Giussani la mattina del 22 settembre 1968, nel corso della Giornata d’inizio anno del Centro culturale Péguy (Oreno di Vimercate, MB).
Il capitolo secondo, “L’essenza del cristianesimo” (pp. 35-74), raccoglie i testi delle lezioni dell’Autore durante gli Esercizi spirituali del Péguy svoltisi a Varigotti dall’1 al 4 novembre 1968.
- “Vivente è un presente” (pp. 37-52) è la trascrizione della lezione introduttiva (1 novembre 1968, sera). Si tratta dell’unico testo già pubblicato con il titolo “L’introduzione di Luigi Giussani agli Esercizi spirituali del Centro culturale C. Péguy (Varigotti, 1 novembre 1968)” (testo a cura di Julián Carrón, pubblicato in Vivente è un presente!: Giornata d’inizio anno degli adulti e degli studenti universitari di Comunione e Liberazione, supplemento a Litterae Communionis-Tracce, 9, 2018, pp. 3-12. Con successive traduzioni). La registrazione, da cui ha origine il presente testo, conservata presso l’Archivio della Fraternità di Comunione e Liberazione, fu infatti riprodotta durante la Giornata d’inizio anno degli adulti e degli universitari svoltasi ad Assago il 29 settembre 2018.
- “L’annuncio della salvezza” (pp. 53-59) è il testo della lezione tenuta la mattina del 2 novembre.
- “Una fede che investe il quotidiano” (pp. 60-65) è la lezione del 2 novembre, pomeriggio.
- “Il problema è la fede”(pp. 66-74) corrisponde alla lezione del 4 novembre, mattina.
Il capitolo terzo, “Il volto del cristiano nel mondo” (pp. 75-113), raccoglie i testi delle lezioni dell’Autore durante la Giornata d’inizio anno del Péguy svoltasi a Sotto il Monte (BG) il 7 settembre 1969.
- “L’identità cristiana” (pp. 77-100) è il testo dell’intervento svolto la mattina di quel giorno.
- “Una presenza visibile” (pp. 101-113) corrisponde alla lezione del pomeriggio.
Il capitolo quarto, “La certezza della fede” (pp.115-160), raccoglie i testi delle lezioni dell’Autore durante gli Esercizi spirituali del Péguy svoltisi a Riccione dall’1 al 4 novembre 1969.
- “Le caratteristiche della fede” (pp. 117-137) è il testo della lezione tenuta la mattina del 2 novembre.
- “Costruire la Chiesa” (pp. 138-155) è la lezione del 3 novembre, mattina.
- “Con i fratelli uomini” (pp. 156-160) corrisponde alla lezione della mattina del 4 novembre.
Il capitolo quinto, “L’autocoscienza nuova” (pp. 163-208), raccoglie i testi delle lezioni dell’Autore tenute alla Giornata d’inizio anno del Péguy, il 4 ottobre 1970 a Milano.
- “L’urgenza di una personalizzazione” (pp.163-192) è il testo dell’intervento svolto la mattina di quel giorno.
- “La vita della comunità” (pp. 193-208) corrisponde alla lezione del pomeriggio.
Chiude il volume il capitolo sesto, “La moralità della creatura nuova” (pp. 209-282), che propone i testi degli Esercizi spirituali del Péguy svoltisi a Riccione dal 5 all’8 dicembre 1970.
- “L’origine del male in noi” (pp. 211-233) è la lezione del 6 dicembre, mattina.
- “Il criterio di Dio sulla nostra vita” (pp. 234-259) è il testo dell’intervento tenuto la mattina del 7 dicembre.
- “Essere in comunione” (pp. 260-282) è il testo dell’intervento tenuto la mattina dell’8 dicembre.
Seguono gli indici (“Indici dei riferimenti biblici”, pp. 285-288; “Indice tematico”, pp. 289-292) e il sommario (pp. 293-294).
Si lega a questa pubblicazione il volume Un volto nella storia: Il compito della Chiesa nel mondo (1969-1970) (Rizzoli, 2025) che raccoglie undici lezioni inedite tenute dall’Autore ai giovani aderenti al Centro culturale Charles Péguy di Milano, da marzo 1969 a giugno 1970. Concepite come realizzazione di un “corso di teologia”, le lezioni vennero chiamate da Giussani “Scuola di Comunione” (2025, pp. XXVII). [P. M]
Pubblicati per la prima volta, i discorsi tenuti da Luigi Giussani ai membri del centro culturale Charles Péguy, di Milano, offrono una documentazione, non a tutti nota, di un periodo fondamentale della storia di Comunione e Liberazione e, insieme, una delineazione chiara della fisionomia dell’esperienza cristiana.
Sono qui raccolti interventi, lezioni e meditazioni, tratti da incontri periodici e da esercizi spirituali, in cui Giussani, per un verso, affronta la contestazione del ’68, le sue istanze, i suoi equivoci, la crisi da essa generata, e, per altro verso, propone un “salto qualitativo” dell’esperienza cristiana e umana iniziata al liceo Berchet.
Questa svolta segna anche il passaggio dal Centro Péguy, sorto nel 1964 per iniziativa di un gruppo di giovani laureati e assistenti universitari, al movimento che prenderà nome di Comunione e Liberazione.
Il volume presenta un titolo principale (Una rivoluzione di sé), un sottotitolo (Vita come comunione) e si articola in sei capitoli, di diversa ampiezza (brevi quelli delle Giornate di inizio anno, più ampi quelli degli Esercizi spirituali). Pur trattandosi di discorsi d’occasione, rivolti a un pubblico circostanziato, il testo segue una logica precisa e le diverse parti si uniscono tra loro in una sorta di circolarità che aiuta il lettore a coglierne i contenuti, principali e secondari.
Cambiamento di sé, avvenimento, autocoscienza, persona, comunione sono le parole che ricorrono con maggior frequenza, precisandosi sia attraverso l’approfondimento specifico dei loro significati sia attraverso l’analisi delle relazioni tra concetti distinti. Nel testo si trovano coppie di parole e di concetti che si chiariscono nel loro riferimento reciproco e nella loro inseparabile polarità: persona e comunione (la coppia principale), cambiamento personale e cambiamento sociale, movimento e istituzione, autorevolezza e autorità, comunità e chiesa universale, chiesa e mondo.
Il libro è anche testimonianza e documentazione della rinascita del Movimento e della risposta che don Giussani diede alla contestazione del ‘68.
Il primo capitolo, La vita cristiana come comunione, riporta la lezione fatta in occasione della Giornata d’inizio anno del Centro culturale Charles Péguy, che si svolse presso il Convento dei Frati Cappuccini di Oreno, il 22 settembre 1968.
Quattro paragrafi articolano la proposta di una intesa pratica per una ripresa del movimento: 1) Un nuovo inizio; 2) I pilastri di una concezione; 3) Le dimensioni della comunione; 4) L’idea di gruppo. In particolare, nel punto 2 vengono indicati i due pilastri della concezione che, secondo Giussani, qualifica l’esperienza cristiana: a) la vita come comunione e b) la collaborazione all’avvenimento del mondo attraverso la comunione cristiana. Il capitolo prosegue con la descrizione delle dimensioni della comunione (autorevolezza, gesti, beni, giudizio) e con un’analisi del valore metodologico del “gruppo”, concetto ripreso nel capitolo secondo dai termini “microclima” e “gruppo di comunione”.
Il capitolo secondo, L’essenza del cristianesimo, riporta le meditazioni degli Esercizi spirituali del Centro culturale Péguy (Varigotti, 1-4 novembre 1968) e ha come tema dominante la natura del cristianesimo e la centralità della fede nella vita cristiana. La prima meditazione (“Vivente è un presente”) parte dallo svuotamento della fede nel mondo attuale e propone una riscoperta del cristianesimo come avvenimento. «Il cristianesimo – dice Giussani – è un avvenimento», che ai primi discepoli si presentava come «una presenza carica di proposta», cioè un annuncio carico di novità. Una fede matura deve quindi guardare a questa realtà vivente, presente, superando la crosta dei pregiudizi e non adagiandosi su una tradizione che, altrimenti, non raggiunge il presente. Nel paragrafo “Cristianità e cristianesimo” si dà una lettura dei segni dei tempi a proposito di una tradizione cristiana che non raggiunge più l’uomo contemporaneo e della necessità di riscoprire e rivivere il cristianesimo nella sua radicale originalità. La seconda meditazione (L’annuncio della salvezza) approfondisce il contenuto dell’annuncio cristiano come annuncio di salvezza dell’uomo nella sua totalità e la figura di Cristo come “salvatore” degli uomini. Nella terza meditazione (Una fede che investe il quotidiano) si esistenzializza la risposta della fede, come novità di rapporti umani, come comunione nell’ambiente, come nuova dinamica nella vita personale, comunitaria, quotidiana. Questi punti sono ripresi nell’ultima meditazione (Il problema è la fede), con la sottolineatura del “fondo della questione”: fede consapevole, personale e matura, generatrice di comunione e origine di un vero “movimento”.
Il richiamo all’identità cristiana e alla personalizzazione della fede è il contenuto principale della Giornata di inizio anno del 1969 del Centro Péguy, riportata nel capitolo terzo (Il volto del cristiano nel mondo). Interpretando i passi del cammino compiuto, Giussani invita i membri del Péguy a una “ripresa” radicale nella direzione di una maturità cristiana. Si ritrova, in queste pagine, l’intento generale del libro: attuare il passaggio da una condizione giovanile, anche nel modo di vivere il cristianesimo, a una prospettiva adulta, definita dalla corrispondenza, cercata e sperimentata, della persona con i contenuti della proposta incontrata. La maturità cristiana è riassunta per intero nella certezza della fede e tale certezza ha come suo contenuto il “compimento” della promessa incontrata, «la certezza che Cristo realizzerà il Suo scopo».
A tale tema è dedicato l’intero capitolo quarto (La certezza della fede), formato dalle meditazioni degli Esercizi spirituali tenuti a Riccione, dal 1 al 4 novembre 1969, suddivise in tre parti. Nella prima parte sono descritte le tre caratteristiche della fede: integralità o globalità, storicità e giudizio sul mondo, e se ne sottolinea il forte legame con la speranza. La seconda parte è dedicata al tema della Chiesa, intesa come continuità di Cristo nella storia e come modo con cui gli uomini, collaborando a essa, possono amare il mondo ed essere utili alla vita di tutti. Di tale costruzione della Chiesa sono considerate le condizioni, sia oggettive sia soggettive. Le prime sono “le condizioni poste da Cristo”, riassumibili in due elementi principali: la comunione di vita, il luogo nuovo che la fede genera nel mondo, e l’autorità, secondo la successione apostolica. Le seconde condizioni, soggettive, sono i due “poli della tensione interiore”: l’attesa, il sentimento di attesa, tipico di chi è povero di spirito, e la libertà nel distacco, un nuovo modo di possedere le cose (“verginità, in termini cristiani”). Nella meditazione finale, contenuta nella breve terza parte (Con i fratelli uomini), si trovano osservazioni sulla visione dinamica della costruzione del discorso o della teoria, “continuamente evolventesi” intorno a un principio di unità interiore, e una chiara e sintetica riflessione sul rapporto Chiesa-mondo.
La fisionomia del cristiano adulto è al centro degli ultimi due capitoli.
Il capitolo quinto (L’autocoscienza nuova) riporta le due lezioni della Giornata di inizio anno del Péguy, svoltasi a Milano il 4 ottobre 1970. La prima ha come fulcro la personalizzazione della fede, condizione avvertita come necessaria per la continuità del cammino iniziato due anni prima. La coscienza nuova di sé, frutto di una conversione della mente, delle categorie di giudizio, della propria mentalità, è la nuova rinascita evangelica, l’uomo nuovo, soggetto di un nuovo modo di agire nella storia e del vero cambiamento del mondo. La trasformazione dell’azione, prodotta dall’autocoscienza nuova generata dall’incontro con Cristo, introduce una novità e una diversità nel mondo e ciò porta a concepire la vita intera come missione. L’impegno per la missione definisce, così, la dinamica della vita e rende viva la comunione, altrimenti ridotta a vita sociale o a forme associazionistiche. L’idea di movimento, più volte affacciatasi in precedenti occasioni, assume qui il suo pieno vigore e diviene la prospettiva essenziale del Centro Pèguy, cioè di quella esperienza che di lì a poco tempo prenderà il nome definitivo di Comunione e liberazione. Alla rinnovata vita della comunità è dedicata la seconda lezione; di tale vita, intesa come luogo ove si è evocati all’autocoscienza e alla missione, sono specificati il valore dell’autorità, la funzione dell’autorevolezza e i criteri della sua scelta.
L’ultimo capitolo (La moralità della creatura nuova) si compone delle meditazioni degli Esercizi spirituali del 5-8 dicembre, a Riccione. Affidate alla responsabilità personale, queste lezioni sviluppano il tema della moralità come tensione per il destino e come lotta contro il male, nel mondo e in ciascuno. All’origine del male, inteso come “non fedeltà a Dio” e come dimenticanza del dono ricevuto, dell’incontro fatto, e, quindi, come applicazione della propria misura alla vita, radice del potere, che inaridisce la vita umana e rende schiavi gli uni degli altri, è dedicata la prima lezione, che termina con l’invito, pieno di speranza, alla conversione personale. Della moralità fondata sulla novità portata da Cristo nel mondo, più che sulla semplice obbedienza alla legge, si parla nella seconda lezione, che è una grande meditazione su come il criterio di Dio entra nella vita dell’uomo, rendendolo una creatura nuova, e su come l’incontro con questo criterio sia possibile nella storia attraverso la comunione dei credenti. La terza lezione, dedicata alla vita in comunione, si concentra sul significato dell’incarnazione di Cristo, sulla natura e l’immagine della comunità cristiana, sul compito di costruirla, e si conclude con il pressante invito a rinnovare la propria mente, non conformandosi alla mentalità comune, affinché «noi, dove siamo, abbiamo a essere un mondo nuovo».